Eravamo tre sorelle: io, Linda la più vecchia, Loredana di otto anni e Fernanda la piccolina.

L’attesa del Santo Natale incominciava molti giorni prima perché la mamma, da brava casalinga, era impegnata a pulire da cima a fondo la nostra piccola casa.

Il pavimento era fatto di tavole di legno e la mamma, con il bruschino di saggina, varecchina  e olio di gomito riusciva a farlo diventare bianco. Lavava le tende, lucidava i mobili e in fine lo spargher, protagonista della Vigilia, che da nero diventava lucido lucido. La mamma, alcuni giorni prima del 25 dicembre andava al mercato di Palma (Palmanova) e comprava ogni ben di dio: noci, mandarini, arance, mele, mandorlato di quello duro.

La vigilia, assieme anche a papà, ci ritrovavamo in cucina per addobbare l’Albero di Natale con le patate avvolte nella carta colorata, messa da parte durante l’anno, con arance e mandarini e squisite caramelle comprate solo per l’occasione. Sul tardi ci sedevamo attorno allo spargher, che era posto in un angolo, dove bruciavano segatura e legni da noi raccolti nel bosco.

Attendevamo l’arrivo di Gesù Bambino cantando canzoni natalizie, anche stonando, ma con tanta gioia ed entusiasmo perché a mezzanotte avremmo potuto finalmente mangiare quello che era appeso sull’Albero.

La mattina del Santo Natale alle 10.30, vestiti di festa, andavamo alla santa Messa nella chiesa di Sevegliano di Udine, dove incontravamo gli amici e i parenti e ci scambiavamo gli auguri.

  

Melodia di Ermelinda, Natale 2014 

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Museo Casa
di Osiride Brovedani

Per scoprire come sono nate la Fondazione e la Casa Albergo gratuita
e tutto ciò che è stato possibile realizzare grazie al signor Fissan e al suo sogno di aiutare il prossimo

La liberazione dei campi

Il 2 aprile apprendemmo notizie che ci gonfiarono il cuore di gioia: durante la notte negli uffici delle gallerie erano stati bruciati, per ordine degli ingegneri civili, tutti gli archivi, i disegni e i piani che servivano per il montaggio e l’allestimento delle V1 e...

La Fondazione Brovedani e la settima arte

Cinema e cultura Il cinema è entrato nella vita quotidiana, con i suoi personaggi e le citazioni, contribuisce alla costruzione di una cultura e di una società. è anche per questo che, come Fondazione Brovedani, abbiamo deciso di sostenere alcune iniziative legate...

Nonne lettrici

Da una chiacchierata informale avvenuta in Casa Albergo tra alcune ospiti ed un’insegnante abbiamo scoperto di avere delle lettrici appassionate di fiabe e favole.

Tra forma e sostanza

La statua che veglia su campo San Giacomo a Trieste, ad opera dell'artista belga Daphné Du Barry, è un omaggio formale, data la sua natura pubblica. In realtà Osiride, soprattutto al raggiungimento di un'età matura, soprattutto al ritorno dal campo di concentramento,...

una torta di mele al giorno…

La struttura di Gradisca, a firma degli architetti Celli & Tognon, iniziò la sua attività ospitando gratuitamente, a partire dal 1980, il Convitto per ragazzi orfani (come si legge qui). Nel 1990 gli si affiancò la Casa Albergo per anziani, e ciò comportò la...

Biglietti pasquali con bimbi, glitter e fantasia!

Oggi sono venuti in visita agli ospiti della Casa Albergo le due quinte della scuola primaria di Gradisca. Una moltitudine di bambini rumorosi e festosi con il loro carico di fogli colorati, pennarelli, brillantini, nastri e stoffe…

ordine e burocrazia nazisti – parte seconda

Tra i documenti reperiti nei lager nazisti dall'ITS (vedi la prima parte di "Ordine e burocrazia") ce n'è uno particolarmente curioso che non riguarda espressamente Osiride Brovedani, ma che è esemplificativo del funzionamento della burocrazia nazista. In questo...

lavoro, amicizia e passioni

La Fissan dei primi anni ERA i suoi collaboratori. Nel 1930 si lavorava in cucina, Fernanda e Clara Lazzari, fida collaboratrice, rimestavano in un pentolone, poi nel 1940 la fabbrichetta nel sottoscala, le consegne in bici, poi con la moto, solo molto dopo col...

il manoscritto rubato

"Quella notte i francesi mi derubarono del tascapane che conteneva ben poca roba per loro: un cucchiaio, dello spago, un paio di guanti, un fazzoletto. Ma in quel tascapane c’era qualche cosa che aveva per me un valore inestimabile: le due sole lettere ricevute da...

Il nostro teatro è/e “Il giardino del re”

“Il giardino del re”, spettacolo realizzato da “AGE’ Teatro ragazzi”, con la guida dell’instancabile Elisa Menon, in replica
nel nostro teatro. Una replica che non è una copia ma una seconda messa in scena, una rivisitazione di quanto già proposto per il progetto “Teatro Vulnerabile” la scorsa estate.